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e-mozioni [ la gioia e il dolore dell'esistere ]
 


CHIAMATA DIRETTA DEI PRESIDI = MAFIA


16 gennaio 2012


Sentieri II Estetica e mistica

Apparentemente, sembra che la sfera dell'estetica abbia poco a che spartire con la "spiritualità", ovvero con l'esperienza di "filosofia perenne" di cui parlavo nel post precedente. Le cose stanno molto diversamente, in  quanto la scelta della dimensione religiosa come slancio mistico è anche e comunque una scelta estetica. Chi ha provato ad ascoltare la musica colta novecentesca, a partire da Schoenberg, Berg e Webern, può capire cosa sto cercando di dire: l'arte cerca di ritrovare la sua aura di sacralità perduta emancipandosi innanzitutto da ogni suo commercio con il gusto ammiccante, volgarotto e borghese della moda, dei tacchi a spillo e dei calendari Pirelli. Adorno aveva già capito chiaramente che - contrariamente a quanto si pensi - l'arte deve essere austera, e la vita al limite sensuale e gaudente. Questo perché la ricerca di una dimensione formale superiore a cui perfino il concetto di "bello" risulta inadeguato è un raffinamento estetico, e non una rinuncia all'estetica. La riscoperta del sacro attraverso l'arte avviene proprio attraverso quei luoghi dove l'arte si dà negandosi, raffigurando la disarmonia, il brivido originario, il disincanto assoluto, il fastidio e il disgusto. La mistica di Cattelan è molto più "spirituale" delle icone fatte in serie.

Kierkegaard e Sant'Agostino erano stati grandi esteti; Vladimir Jankélévitch, un campione della spiritualità laica, aveva gusti estetici estremamente raffinati; perfino Huysmans finì con l'inginocchiarsi ai piedi della croce. Non è un caso; quando l'arte cresce e divorzia definitivamente dalla moda, la sua sfera naturale è quella religiosa, la prima fonte della morale e della religione secondo Bergson, lo slancio mistico, l'amore. L'ascesi della pittura di un Mondrian assume un senso nuovo.

La perfezione formale e matematica della musica di Webern ritrova quella di Bach, dopo un viaggio autenticamente dialettico, e il suo approdo non è il rovesciamento del bello come "brutto", ma qualcosa che trascende la dicotomia fra bello e brutto.

Di conseguenza, se l'approccio che uno ha alla saggezza filosofico-religiosa, perfino nel caso dell'esotismo orientale, è di natura estetica, non c'è niente di male: la separazione fra la sfera estetica e quella spirituale è una perversione tutta moderna.




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15 gennaio 2012


Sentieri

Dio non esiste. Non più di tutto il resto, almeno. Dio non può essere oggetto di verifica empirica, dunque il concetto di "esistenza" non è adeguato a rapportarsi con lui. Neppure dell'atomo, così come viene studiato a scuola, fatto di tondini solidi che circondano altri tondi girando in maniera rassicurante in uno spazio vuoto come nel Sistema solare e in tutti gli altri mandala dai Babilonesi a ...Hawking, può essere data verifica empirica. Eppure se io parlo di particelle, come se fossero palle da biliardo, Odifreddi non s'incazza. Il Vangelo esiste, è stato pensato e scritto dall'uomo, all'incrocio fra Asia, Europa e Africa, circa duemila anni fa. Non mi interessa se Gesù sia realmente esistito, a livello storico. Nessuno può saperlo, possiamo avere solo indizi, come di ogni evento storico. Quello che può interessarmi sono le risposte che il Vangelo può dare al mio attribuire significati - convenzionali - alla vita/alla mia vita e al mondo. Il Vangelo è uno specchio di me stesso, mi resitituisce una forma più profonda che è stata ottusa dai calcoli di bottega della nostra sopravvivenza quotidiana. La stessa cosa che si fa appunto con un mandala, o con il Go-Honzon del buddhismo di Nichiren.

 

Anche da un punto di vista storico, il Vangelo è stato scritto in epoca tardoantica, in un contesto in cui di ogni narrazione si tendeva a fornire soprattutto un'interpretazione allegorica, legata a ciò che il testo riesce a dirti a livello più profondo, agli armonici più lontani che la parola scritta riesce a far vibrare dentro di te. Questo tipo di interpretazioni venivano date ad esempio dell'Odissea omerica, e l'Antico Testamento è pieno di narrazioni che - allegoricamente - ripercorrono il tema del viaggio che arriva in terra lontana per poi trasfigurare la vera quotidianità.

Non solo le "Religioni del libro", ma anche nel pensiero filosofico-religioso indiano e in quello cinese si trovano sorprendenti consonanze, proprio come se esistesse un'unica religione, una "filosofia perenne" per dirla con Leibniz e Huxley, al di là delle forme volta a volta diverse, e spesso sclerotizzate o addirittura ridicole.

L'esperienza mistica è raffigurata con tratti quasi identici nel buddhismo esoterico, nello Zen, nella Qabbalah, presso i Sufi, nel neoplatonismo, nei mistici cristiani del Medioevo e dell'età moderna. Analogamente, l'esperienza della vita monastica ha dei tratti primari che sono al di qua delle differenti forme, tanto che a mio avviso non è assurdo ritirarsi in un monastero indipendentemente da quale religione vi si professa.

Io posso svelare solo una scorza superficiale della fitta trama allegorica di alcuni scritti, ma i punti che vengono fuori sono abbastanza chiari. In primo luogo, arrivo all'idea che l'hic et nunc debba prevalere sempre sulle preoccupazioni per iol futuro o sulla ruminazione nostalgica del passato: portare lo sforzo dell'attenzione sul momento presente in tutto il suo spessore ha qualcosa di mistico. In secondo luogo, la frontiera fra io e non-io è di carattere pragmatico, e non ontologico: io faccio parte di qualcosa di cui non sono neanche propriamente una parte, ma un punto di vista. Ognuno di noi è estremamente prezioso in quanto è un punto di vista sull'intero universo, e come le sofferenze dell'universo si riverberano in te, così il tuo dolore e il tuo inquinamento mentale intossicano l'intero cosmo.

Un altro punto ha un carattere paradossale: la convivenza di trascendente ed immanente, ciò che chiaramente ripugna all'intelligenza logico-concettuale. Dio è l'intera natura, e allo stesso tempo è dentro di te; ma, contraddittoriamente, Dio, o meglio l'Essere/il Divino è qualcosa di ineffabile. Ma anche tu - nel tuo nucleo più intimo - sei ineffabile (cfr. S. Agostino).

Materia e energia sono distinte a livello convenzionale, per scopi pragmatici, utilitaristici: la materia può essere interpretata come energia distesa, l'energia come materia contratta. L'impenetrabilità dei corpi è un dogma logico, giacché in realtà l'estensione di ogni particella coincide con l'intero universo. Il vuoto e il pieno sono anch'essi convenzionali, dal momento che i corpi sono costituiti in gran parte di vuoto, ma è un "vuoto" pieno di interazioni molecolari: o meglio, si tratta di modelli inadeguati per questo livello di approfondimento.

L'estasi mistica, l'illuminazione, non conduce a uno stadio di torpore inebetito ma al contrario eroga un forte supplemento di ludicità, e conduce a un amore per l'azione che - veramente per la prima volta  dopo lo spodestamento di un io ipertrofico - considera l'altro un fine e non un mezzo. Quindi anche l'azione politica, la sessualità, e quanto di apparentemente più lontano dall'esperienza di comunione con Dio/con se stessi, né escono vivificati.

Nam-myoho-renge-kyo (mantra dal Sutra del Loto nella versione giapponese)

Noli foras ire, in te ipsus redi, in interiore homine habitat veritas, et si tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et te ipsum (Augustinus, Confessiones)




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25 dicembre 2011


Xmas variation

Alla fine l'unico percorso spirituale che abbia senso è quello che ti conduce a riuscire a fare veramente del bene alle persone a cui vuoi bene, compreso te stesso, ed è un percorso di crescita molto difficile, una salita che ti costringe a sfidare le tue nevrosi e gli specchi deformanti dei malintesi. E ricordati che non esiste vendetta migliore del perdono. E ricordati che non esiste vendetta migliore dell'amore.




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24 novembre 2011


Lu Monogatari

Un rivolo di olio bollente mi ha spezzato. In due, come attaccato al gancio da macellaio delle tue labbra sanguinanti; di rossetto. Il rantolo acido. Dei ricordi. Mi sveglia di notte, porto nell'esofago i segni dei tuoi rimorsi sul collo. Provo a dimenticare tuffandomi nella voluttà. Delle lacrime. Ma i ricordi dispeptici ritornano a gola seccandomi la lingua. Non è una ferita guarita, è una ferita; Cauterizzata. Sogno l'odore dei tuoi vestiti. Il presente ha gli occhi asciutti come certi meriggi d'agosto. Vorrei qualcuno che mi dicesse solo "è così".




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15 novembre 2011


Jacques Tati et la nouvelle vague

Il dolore è immenso, incomunicabile, solitario, come quel pianto di mamma quando eri piccolo, che era anche il tuo pianto, che tu non sapevi fermare, non potevi bloccare, mentre restavi solo nella tua stanzetta, inerme con i tuoi numeri di Topolino, inerme mentre  la morte si affacciava per la prima volta alla finestra. Sei sempre stato solo, e sempre lo sarai, tranne quando sei veramente solo insieme all'ineffabile silenzio del mare e delle montagne. I rapporti con l'altro sesso, da quando ti sei trasferito nel Nord più profondo, ti hanno dato solo dolore, rabbia, schifo, e gli amici - quelli di una volta, perché qui non esiste l'amicizia - se la sono squagliata appena hanno visto che la tua non era una posa post-adolescenziale. Tutti tranne uno, bisogna riconoscerlo. Non è rabberciando alla meglio questa situazione che puoi migliorare la tua vita, ma con un cambio radicale. Non si tratta ancora della libera morte, non ancora; ma di un ridimensionamento provvisorio dell'importanza dei rapporti umani. Goditi, appena ne hai tempo, i paesaggi e le temperature dell'inverno.




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4 novembre 2011


Biomeccanica dell'amore perduto

Nei giardini della solitudine vi sono sentieri di foglie morte, di sguardi che non sono diventati niente. Talvolta vi si trovano tasche svuotate di cartacce e ricordi inzuppati di pioggia. Nei giardini della solitudine vi sono radure di risentimento, attraversate da una luce arcana di nostalgia. Raramente fra i rami spezzati delle speranze vi si incrocia l'odore di turbodiesel dei grands boulevards di Parigi, e fiocchi di nevischio leggero ti accarezzano il viso come fa la tristezza. Nei giardini della solitudine stanno vecchi cartelli arrugginiti, vetture dismesse, binari morti come il nostro amore, un amore fatto di carne e di parole.

Un amore fatto di parole, di racconti interminabili in un mondo tutto nuovo, di colori che gli altri non possono vedere.

Un amore fatto carne, di lenzuola sporche di fango, di schiaffi, di sangue rappreso, di sudore e mestruo, un amore fatto di lingue che si cercano avidamente, di graffi e piscio, di doccia aperta nella notte, di finestre sull'inverno, un amore fatto di amore.

Non è vero che il passato passa. Il passato resta. Il passato diventa carne. Il passato è un pallino bianco in mezzo al cielo che ci ingoierà tutti.




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21 settembre 2011


Essere liberi

Credo che - almeno a livello di interiorità - essere liberi significhi continuare a credere in qualcosa anche quando tutto sembra dimostrarti il contrario.

La fede di Pascal era una fede libera.

Ecco, io mi sento libero in quei rari momenti in cui riesco a pensare ancora a quanto c'è di buono in questo Paese, in quest'Italia che domani tornerà a investire nella cosa pubblica, superando la schiavitù dei rating e dei banchieri di Zurigo, ridendo della retorica della scuola gelminiana e delle "liberalizzazioni". Penso a quando al posto di  Ferrara e di Oscar Giannino si sentiranno parlare Diamanti e Riccardo Bellofiore. A quando al posto di Mariastella Gelmini ci sarà una persona che si è fatta vent'anni di precariato ma ha ancora voglia di insegnare, di lavorare, sbagliare e imparare.

Sono libero, perché sono schiavo della mia umanità.




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14 settembre 2011


La fine dell'illusione

Ho sentito una voce al telefono che non era la tua. Ancora non so chi sia la persona che mi ha risposto, ma aveva una voce così sicura di sé, così priva di dissonanze e fragilità che sono sicuro non fossi tu. Questa voce diceva parole strane, diceva che per lei la faccenda era chiusa, che avrebbe cambiato numero di telefono, che...non lo so più che diceva. Tu non esisti più.

Ho sentito uno scroscio di olio bollente strapparmi il cuore. Ho sentito tutto l'universo in un grido sordo di dolore, come se perfino le galassie lontane fossero ammutolite dall'orrore. Soltanto dopo, dopo che il tempo aveva ricominciato a scorrere, per non somigliare troppo alla morte, ho sentito un'alluvione di ricordi inondarmi fino agli occhi e poi traboccare come una diga sventrata da troppi temporali, in un lago di lacrime che mi ha riempito di vuoto e di amore, di odio e di profondo radicamento nella vita.

I giorni vanno avanti. Perché sono più forte della tua morte. Più forte della morte.




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13 settembre 2011


L'interpretazione materialistica della meccanica quantistica. Fisica e filosofia in URSS

Après le silence, e-mo's come back, still looking for some decadence, some positivism...

Le termiche per la prossima settimana dovrebbero essere accettabili...

No future in Granda's dreaming...




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13 settembre 2010


titolo

In preda a disturbi gastroenterologici e febbricola, mi invischio nel presente, forse perché in tanti anni ho disimparato a guardare il futuro. E il passato/paradiso/perduto...




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1 luglio 2010


La natura

La natura è un concetto scivoloso, come la ciambella del cesso dopo una colite di luglio.  Così come viene inteso il termine da coloro che ancora ne fanno uso, si tratta di una specie di ipostatizzazione narcisistica della necessità, con la funzione infantile e consolatoria di rimarcare la nostra libertà rispetto ad essa. La natura non esiste, oppure equivale al concetto di "totalità" che - come quello di "nulla" - è vuota tautologia. L'ambiente è tutt'altra cosa, il rispetto per la biosfera, per l'idrosfera, per la struttura multiversica di ciò che illusoriamente chiamiamo universo, tutto questo ha poco a che fare col concetto di natura. Per quanto riguarda quest'ultimo, mi duole ammetterlo ma penso che avesse ragione il buon vecchio Giorgio Guglielmo Federico Hegel.




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19 agosto 2009


Lettera di Libero Tassella (ma queste cose in TV non si vedono)

 Il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica

Nella calura agostana e nell'assordante silenzio mediatico il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.
Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all'esercito crescente dei senza lavoro italiani.

Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall'anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all'asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti.
Nonostante queste cifre il Ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l'unico paese che ha fatto la scelta dell'integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d'Europa).

La scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della Chiesa della sentenza del Tar Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l'ora di religione dalla valutazione globale degli studenti (dopo mesi di torpore la Santa Sede torna a condannare).

I mass media danno risalto alla notizia del ricorso del Ministero contro la sentenza del Tar Lazio sugli insegnanti di religione. Mentre migliaia di docenti precari stanno per essere cacciati dalla scuola la preoccupazione della Gelmini è quella di mettersi subito sull'attenti per la Santa Sede e ricorrere a favore dei colleghi di religione che non rischiano nulla.
La Gelmini ha affermato: "L'ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie A e di serie B".
E i 17.000 docenti precari che verranno cacciati via il mese prossimo cosa sarebbero? Docenti di serie C? Il Ministro lo sa che i precari di religione sono gli unici tra i docenti precari ad avere lo stipendio assicurato e gli scatti di anzianità?

Un licenziamento di massa nel settore più importante del Paese e nessuno alza la voce. Questo è davvero uno strano Paese.




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13 agosto 2009


Agosto 2

Caldo, caldo, caldo. Alessio Grossi dice che non ci sarà tregua. Forse fino alla fine del mese. Caldo. Caldo. Caldo. E mare sporco. Un sole di tenebra squarcia ogni velleità di fare. Perfino Faust qui si sarebbe seduto su dei gradini all'ombra. L'amaro far niente. E ancora non so neppure la data in cui la mia disoccupazione verrà protratta fino a data da destinarsi. Ma bisogna resistere. Con un orecchio.
Con un orecchio.




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4 agosto 2009


Agosto

In un attimo, la tristezza si impossessa di questo mare, in cui le onde muoiono sulla scogliera in un ultimo grido di leone ferito a morte. O forse l'attimo, l'istante, è proprio questa vertigine, questa tristezza che ti prende come un pezzo per violino solo suonato bene. L'odore del sale non è che un ricordo, il sapore dell'estate non è che un rimpianto di giorni lontani, che non torneranno mai più secondo è agosto. Il sole muore all'orizzonte senza avvertire, e tu non riesci a capire quale sia il tuo posto nel mondo, il susseguirsi di passioni e lacrime che chiamiamo vita quale scopo abbia. Tutto questo travaglio basta a malapena a stare a galla. Finché le onde si diradano, e i dubbi si fanno più ridicoli: essere, nulla, divenire. Mi faccio pena.




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9 luglio 2009


...

L'indolenza elettrolitica dell'estate si muove attraverso i canali consueti del malessere generale. Il mio corpo è avviluppato nel ventre di vapori gialli, come Alba all'alba. Mi muovo strisciando dalla tazza del caffè a quella del cesso senza che mai ci sia una vera e propria tregua.




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4 giugno 2009


Notte di luglio

Nella piana lontana è afa e calura, falene, zanzare e denso riposo, ma sulla montagna del poeta la brezza è gelida, polare. Fa freddo. Il silenzio è come vetro. L'aria entra con fatica nei polmoni, banchi di nebbia nascondono la vista dei piedi per poi fuggire subito lasciando un cielo stellato lasciato danzare dalla luna nuova. Di nuovo è nebbia, freddo, gelo dentro le ossa. Ma bisogna stare. Il poeta veglia nella lunga notte.




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3 giugno 2009


antares

E così il maestro, assetato di giovinezza, non riuscì a trattenersi e - forse quasi per vendetta di un passato sfiorito troppo presto - mostrò il sole ai suoi allievi. Ed essi rimasero ciechi. Per sempre. Egli era un angelo, ma loro avevano ali di cera, e non potevano volare così in alto. Forse non ancora. Nessuno più può saperlo. Non è un buon maestro quello che sbatte la verità in faccia ai suoi allievi. La verità suprema, cioè il fatto che il concetto stesso di verità sia la peggiore delle menzogne, è una bevanda che nel migliore dei casi può essere assaggiata a fior di labbra, e poi a piccoli sorsi. Alcuni allievi si traggono indietro disgustati solo dall'odore, altri sono presi da conati di vomito al suo sapore acre e muschiato. Questi riescono a salvarsi, e a ritornare nella loro vita di sempre, nella samsara, in matrix. Altri invece se ne ubriacano, perdono il baricentro per vedere il cielo, e si accorgono che non esistono un centro, né un alto, né un basso. Ed è la fine.




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26 maggio 2009


Estranged day by day

 E mi è sempre più triste constatare
come il sole tutti i giorni muore
senza fare nessun rumore.




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16 maggio 2009


L'arte

L'arte nei musei sta come le farfalle nelle teche di una collezione. L'arte. L'arte è di strada. Tutta l'arte è di strada. La strada è arte. L'arte è un circo di prestigiatori, funamboli e giocatori d'azzardo pronti a vendersi la madre per un numero ben riuscito. L'arte è urlo, grido animale, grido ferino di belva ferita. L'arte è un urlo di dolore dell'umanità offesa e umiliata. L'arte è una bella donna anarchica, cinefila, che ha i tacchi alti e le stelle come unico soffitto. L'arte è una scultura di Ife con cui l'uomo consacrava la sua simmetria rispetto alla natura, postulato per ammettere la propria libertà. L'arte è una valle occitana dove ancora si incontrano violinisti eretici e croccanti fiori di tarassaco che sbocciano sotto la neve. L'arte è una ragazzina al suo primo bacio, rugiada negli occhi a mandorla della civiltà. L'arte è una puttana, un cazzo duro come la vita, che scende silenziosa sui tetti di Marsiglia come il sole quando all'orizzonte muore. 




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9 maggio 2009


...bello...

 

Voi non scrivete subito poesie d'amore che sono le più difficili
aspettate almeno una ottantina d'anni
scrivetele su un altro argomento
che ne so.....sul mare, il vento su un termosifone sui treni in ritardo,
non esiste una cosa più poetica di un altra.
Avete capito la poesia non è fuori è dentro.
Cos'è la poesia non chiedermelo più,
guardati nello specchio la poesia sei tu.
E scrivetele bene le poesie cercate bene le parole,
dovete sceglierle,
a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola,
scegliete,
che la bellezza è cominciata quando qualcuno a cominciato a scegliere.
Guardate Eva , sapete quanto ci ha messo Eva prima di sgliegliere la foglia di fico giusta?
o questa, questa o questa...ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre..
INNAMORATEVI!!
Se non vi innamorate è tutto morto
vi dovete innamorare e diventa tutto vivo si muove tutto
DILAPIDATE LA GIOIA!!
INNAMORATEVI!!
Sperperate l'allegria,
siate tristi e taciturni con esuberanza
fate soffiare in faccia alla gente la felicità....
INNAMORATEVI!!
Questo è quello che dovete fare
per trasmettere la felicità bisogna essere felici
e per trasmettere il dolore bisogna essere felici.
Siate felici, per essere felici dovete patire
stare male soffrire non abbiate paura di soffrire
tutto il mondo soffre.
E se non avete i mezzi non vi preoccupate tanto per fare poesia una sola cosa vi serve
...tutto..
E non cercate la novità,
la novità è la cosa più vecchia che ci sia
e se il verso non vi viene da questa posizione
da questa da cosi..buttatevi in terra mettetevi cosi!!
è da distesi che si vede il cielo..guarda che bellezza..
perchè non mi si sono messo prima??
I poeti non guardano vedono..
Fatevi obbedire dalle parole..
INNAMORATEVI!!
Se non vi innamorate è tutto morto
vi dovete innamorare che diventa tutto vivo
si muove tutto..
DILAPIDATE LA GIOIA!!
iNNAMORATEVI!!
Sperperate l'allegria
siate tristi e taciturni con esuberanza
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità
INNAMORATEVI!!
Questa è la bellezza
come quei versi la
che voglio che rimangano scritti li per sempre..
....Forza cancellate tutto....
                                                                (Roberto Benigni, da La tigre e la neve)




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6 maggio 2009


Il precariato non esiste

Il negazionismo di Brunetta stavolta colpisce addirittura uno dei problemi più gravi, di quelli che incrinano il profilo morale della classe dirigente di questo Paese. Spero che un giorno sia chiamato a rispondere davanti al popolo, e non davanti alla plebe stordita dalla televisione, di queste assurde dichiarazioni. E quel giorno io non lo salverò.




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14 marzo 2009


riflessioni

Ho letto le parole con cui il guerriero Ninagawa Shin'wemon (?-1448), al servizio del bakufu Muromachi, dette il suo addio alla vita. Chiaramente, chi non vive di lingua e cultura giapponese può soltanto sperimentare quello che a livello semantico è più superficialmente traducibile in una concettualità occidentale. A maggior ragione, l'aspetto squisitamente estetico che coinvolge struttura formale, fonetica, grafica, e tutti gli aspetti che si intrecciano con una tradizione sconosciuta, vanno completamente persi. Tuttavia, qualcosa passa.

Essendo morto
nello stesso istante
in cui sono nato,
stasera
il vento soffia fra i pini.

(Tr. it. di Aldo Tollini, da Antologia del buddhismo giapponese, Einaudi, Torino 2009. Si tratta di una citazione all'interno di Suzuki Shosan, Il bastone per ciechi)

Pur nella mia pressoché totale ignoranza della cultura giapponese del periodo, apprezzo alcune cose. In primo luogo, la vita è un'illusione, e dunque essere morti o in vita non fa differenza. In secondo luogo, è soltanto superando ogni angoscia e preoccupazione, capendo che la vita non può essere concepita se non in relazione alla morte, che solo ciò che muore vive e solo ciò che vive muore, che possiamo avere davvero la libertà estetica disinteressata di apprezzare il vento che soffia fra i pini. La scelta di un fenomeno atmosferico non legato ad una sola stagione e di un albero sempreverde sembra testimoniare l'eternità della vicenda del mutamento nell'universo, che comprende la vita e la morte.




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12 marzo 2009


Bambino

Vorrei tornare

bambino

saltare con la corda

solo che la corda

è appesa





                                                                                 al collo




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7 marzo 2009


La vie, c'est comme une dent

 

La vie, c’est comme une dent

D’abord on y a pas pensé

On s’est contenté de mâcher

Et puis ça se gâte soudain

Ça vous fait mal et on y tient

Et on la soigne et les soucis,

Et pour qu’on soit vraiment guéri

Il faut vous l’arracher, la vie.

(Boris Vian)




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5 marzo 2009


Radici

Forse che alla fine
Le vere radici sono i veri
amici quelli sinceri,
non importa quante volte
hai passato il confine.
Su e giù Pisa Parigi
e adesso su e giù
Saluzzo Savigliano Racconigi.
La stregona dice che dovrei
installarmi, magari a Fossano,
uno spazio mentale dove
leggere Montale (magari accanto alla mia donna
e con un gatto
sulle gambe).
Per adesso a Fossano
Ci vado per curarmi
da una ragade all'ano.
Ma con tutto il rispetto ogni
luogo è bello se c'è un letto
dove stare orizzontale
non a leggere Montale
ma a guardare il soffitto
il soffitto derelitto
di una stanza in affitto
ma che cazzo ho scritto?




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25 febbraio 2009


L'incubo di Darwin

Ho rivisto questo bellissimo documentario. Attraverso una regia composta e non didascalica, Saupner ci mostra il mondo guardando attraverso il buco della serratura, come solo i grandi registi sanno fare. Questo buco è il golfo di Mwansa, nell'immenso Lago Vittoria, in territorio tanzanese. Mentre la popolazione della Tanzania muore di fame, alcuni industriali senza scrupoli confezionano filetti di pesce persico (perca) pescato nel lago, sottraendo cibo agli indigeni. La perca è stata introdotta artificialmente nel Lago Vittoria, e questo pesce predatore ha sconvolto l'habitat cancellando centinaia di specie autoctone, che fungevano peraltro da "spazzini" cibandosi di alghe. Questo ha portato alla diminuzione del livello di ossigeno, soprattutto in profondità, entropizzando il lago che è stato con molte probabilità la culla del processo di speciazione che ha portato all'Homo sapiens. I pescatori non hanno ricevuto niente in termini di ricchezza, perché i filetti finiscono sui nostri piatti occidentali. Letteralmente, gli Africani del golfo si cibano degli avanzi, degli scarti di lavorazione che vengono essiccati in ambienti malsani pieni di vermi e di esalazioni alcaline forti da provocare danni irreversibili agli occhi, ai polmoni e all'apparato gastroenterico di chi vive in quelle zone. Il pesce persico viene portato in Europa da dei Cargo che giungono in Tanzania carichi di armi per le guerre civili che insanguinano l'Africa. Ma gli armatori siamo ancora noi europei. Se esistesse un dio proverebbe schifo per noi occidentali. Il cordone ombelicale del colonialismo non è stato ancora tagliato, perché siamo noi ad avere bisogno, con la nostra economia di rapina alla conquistadores, dell'Africa nera, e non loro, come tanto volontarismo velleitario di destra o di (pseudo)sinistra ci fa credere, di noi. L'Africa ci sfama, noi in cambio le vendiamo morte, sottoforma di armi, salari inconsistenti, stupri e uccisione di donne o bambine costrette alla prostituzione dalla disperazione, e che hanno come complici la depravazione di noi vecchi, stanchi europei (i piloti russi, alla fine vittime anche loro di un sistema soverchiante), e infine l'AIDS. Il fardello, il vero fardello dell'uomo bianco è di portare sulle spalle il peso di tanto schifo.
Bambini scheletrici, mutilati dalle guerre che noi abbiamo finanziato, si trascinano con le stampelle e gli occhi pieni di mosche, aspettando avanzi di cibo o sniffando colla ricavata dagli scarti della produzione degli imballaggi dei filetti. Gli occhi pieni di mosche, ma dietro alle mosche ancora la speranza, e tanta, tanta dignità.
Io non credo che si possa risolvere la situazione "riformando", rabberciando alla meglio un sistema schifoso in cui tutto si tiene secondo una logica impeccabile. Solo uno stupido potrebbe dire che "non si può pensare all'ambiente in tempi di crisi economica" (indovinate chi l'ha detto?)
Io penso che bisogna mutare radicalmente paradigma, saper vedere le due teste dove tutti vedono il vaso, e così come Copernico riabilitò le teorie eliocentriche di Democrito, soffocate da secoli di sistema aristotelico-tolemaico, chissà che un  bel giorno qualcuno riscopra i testi del più grande economista di tutti i tempi, del filosofo che ha raddrizzato Hegel. E quel giorno i nostri nipoti rideranno pensando ai Berlusconi e ai Berluschini del mondo.




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6 febbraio 2009


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Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana. India, pittura, scrittura, scultura, composizione, direzione d'orchestra, campeggio, yoga, copula, gioco d'azzardo, ozio, gelato di yogurt, Beethoven, Bach, Buddha, Cristo, Meditazione Trascendentale, succo di carota, suicidio, vestiti fatti a mano, viaggi aerei, New York City, e poi tutte queste cose sfumavano e non restava niente. La gente doveva trovare qualcosa da fare mentre aspettava di morire.
Era bello avere una scelta.
Io l'avevo fatta da un pezzo, la mia scelta. Alzai la bottiglia di vodka e la bevvi liscia. I russi sapevano il fatto loro.
                                                                      (da Charles Bukowski, Donne)




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25 gennaio 2009


Giornata della memoria

Anche se secondo tutte le statistiche la maggior parte degli stupri avvengono in famiglia, da parte dei parenti più o meno stretti nei confronti molto spesso di bambine e bambini, oppure da parte di ex-partner frustrati, oggi si dà ancora una volta la caccia all'immigrato.
La giornata della memoria avrà un senso quando si capirà che quelli che oggi accusano dai media e nei bar i rumeni e gli zingari, sono gli stessi che ieri fracassavano le vetrine degli ebrei, gli stessi che massacravano gli armeni, gli stessi che segregavano i neri. Gli stessi che nel '300 dicevano che la peste era portata dagli ebrei che avvelenavano i pozzi, gli stessi che nel dopoguerra avevano paura che i terroni violentassero le signore milanesi, a cui in verità costruivano le case.
Ma certa gente è nata con l'Allzheimer, altrimenti avremmo altri giornali, un altro governo, un altro Paese.

PS: mi scuso se ho mancato di rispetto.




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26 dicembre 2008


Santo Stefano

Santo Stefano è veramente uno dei peggiori giorni dell'anno. Certo, l'1 gennaio lo batte come tristezza. Ma da un po' di anni a questa parte ho notato che tendenzialmente tutte le feste natalizie hanno assunto per me - ma mi pare di constatare che vale anche per molti amici e conoscenti - un carattere escrementizio.
Vero è d'altronde che la mia sintassi fecale, e più in generale la grammatica delle mie escrezioni, sono state alterate dall'incremento di calorie introiettate, cui ha fatto riscontro per converso un ulteriore incremento dell'attitudine dei corpi esterni, di tutto ciò che fa parte del non-io, a cedere calore, in seguito al ritorno dalle terre sabaude alle terre medicee. Complice un certo délaissement delle difese immunitarie che credevano potersi riposare per un po' dai rigori sabaudi, sono dovuto rimanere orizzontalizzato per periodi notevoli, come vino in cantina.
Da un lato, è vero che è solo per accidenti che il genere Homo si è evoluto seguendo linee di progressiva verticalizzazione, dall'altro il continuo insulto alla parete esofagea da parte dei succhi gastrici dovuto all'insufficienza della valvola cardiale a sua volta dovuta all'ernia iatale, ha incrementato la sua frequenza.
Così mi ritrovo a scrivere queste cazzate invece di uscire a godermi la tramontana sferzante sulle coste toscane già da ieri, con la vaga speranza di giorni migliori ma con la palpabile paura di giorni peggiori.




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24 dicembre 2008


citazione

Scagliato dalla forza propulsiva sviluppata dalla combustione di una polvere bianca a base di nitroglicerina, e animato da un movimento di traslazione dall'arma al bersaglio e di rotazione intorno al proprio asse, da vibrazioni, da sussulti anomali, nonché dalla caduta determinata dalla forza di gravità, il proiettile, dopo aver mantenuto l'assetto antero-posteriore lungo tutta la sua traiettoria, una volta raggiunta la fronte del professore di lettere, determinò un effetto contusivo introflettendone la cute, quindi penetrò nei tessuti come un trapano in rotazione e, infine, trasmise l'onda d'urto alle pareti del cranio dell'insegnante d'italiano e latino, facendolo scoppiare. La mascella, unica parte del cranio del professor Landi non frantumata dallo scoppio, battè rumorosamente sul banco contro il quale crollava il corpo esanime.
                                                                                           (da A. SCURATI, Il sopravvissuto, p. 29)




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