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e-mozioni [ la gioia e il dolore dell'esistere ]
 



26 luglio 2013


mistica onanistica

Prima di tornare a casa

devo fare i chakra
i corpi sottili
controllare i freni
e cambiare olio e filtro




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21 luglio 2013


Printemps haiku 2

Soltanto adesso

fra le tue umide ciglia
il mio destino




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20 luglio 2013


Ricordi

Dal mio esilio

claustrale
mi ricordo il canto
australe
delle cicale di Marina.

Questo pianto è
vivido
gioioso
saturnino
disperato
febbrile 
indefesso
violento sguaiato
stuprato oltraggiato sodomizzato
sì sodomizzato

così brutalmente
defraudato

No. Questo pianto è adesso.




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18 luglio 2013


Prova

Funziona ancora?

boh




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16 settembre 2012


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e tutto l'universo non è che un immenso grido, un immenso grido di dolore




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14 agosto 2012


Non esistono

Non esistono storie d'amore che finiscono bene. Le storie d'amore che finiscono bene sono quelle che in realtà non sono neppure iniziate.




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29 luglio 2012


automne haiku 1.0

la strada è rossa

foglie danzanti al vento

la morte è vita




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16 luglio 2012


été haiku 1.0

città deserta

accecato dal sole

l'haiku non viene




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11 luglio 2012


hiver haiku 1.0

bianco silenzio

nel bosco come un cervo

il fiume scorre




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8 luglio 2012


Printemps haiku 1.0

di papaveri

distesa scintillante

dal finestrino




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7 luglio 2012


anelare

correre

volare

saltare

sfiorare

gioire

ridere

scherzare

giocare

vivere

morire




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16 gennaio 2012


Sentieri II Estetica e mistica

Apparentemente, sembra che la sfera dell'estetica abbia poco a che spartire con la "spiritualità", ovvero con l'esperienza di "filosofia perenne" di cui parlavo nel post precedente. Le cose stanno molto diversamente, in  quanto la scelta della dimensione religiosa come slancio mistico è anche e comunque una scelta estetica. Chi ha provato ad ascoltare la musica colta novecentesca, a partire da Schoenberg, Berg e Webern, può capire cosa sto cercando di dire: l'arte cerca di ritrovare la sua aura di sacralità perduta emancipandosi innanzitutto da ogni suo commercio con il gusto ammiccante, volgarotto e borghese della moda, dei tacchi a spillo e dei calendari Pirelli. Adorno aveva già capito chiaramente che - contrariamente a quanto si pensi - l'arte deve essere austera, e la vita al limite sensuale e gaudente. Questo perché la ricerca di una dimensione formale superiore a cui perfino il concetto di "bello" risulta inadeguato è un raffinamento estetico, e non una rinuncia all'estetica. La riscoperta del sacro attraverso l'arte avviene proprio attraverso quei luoghi dove l'arte si dà negandosi, raffigurando la disarmonia, il brivido originario, il disincanto assoluto, il fastidio e il disgusto. La mistica di Cattelan è molto più "spirituale" delle icone fatte in serie.

Kierkegaard e Sant'Agostino erano stati grandi esteti; Vladimir Jankélévitch, un campione della spiritualità laica, aveva gusti estetici estremamente raffinati; perfino Huysmans finì con l'inginocchiarsi ai piedi della croce. Non è un caso; quando l'arte cresce e divorzia definitivamente dalla moda, la sua sfera naturale è quella religiosa, la prima fonte della morale e della religione secondo Bergson, lo slancio mistico, l'amore. L'ascesi della pittura di un Mondrian assume un senso nuovo.

La perfezione formale e matematica della musica di Webern ritrova quella di Bach, dopo un viaggio autenticamente dialettico, e il suo approdo non è il rovesciamento del bello come "brutto", ma qualcosa che trascende la dicotomia fra bello e brutto.

Di conseguenza, se l'approccio che uno ha alla saggezza filosofico-religiosa, perfino nel caso dell'esotismo orientale, è di natura estetica, non c'è niente di male: la separazione fra la sfera estetica e quella spirituale è una perversione tutta moderna.




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15 gennaio 2012


Sentieri

Dio non esiste. Non più di tutto il resto, almeno. Dio non può essere oggetto di verifica empirica, dunque il concetto di "esistenza" non è adeguato a rapportarsi con lui. Neppure dell'atomo, così come viene studiato a scuola, fatto di tondini solidi che circondano altri tondi girando in maniera rassicurante in uno spazio vuoto come nel Sistema solare e in tutti gli altri mandala dai Babilonesi a ...Hawking, può essere data verifica empirica. Eppure se io parlo di particelle, come se fossero palle da biliardo, Odifreddi non s'incazza. Il Vangelo esiste, è stato pensato e scritto dall'uomo, all'incrocio fra Asia, Europa e Africa, circa duemila anni fa. Non mi interessa se Gesù sia realmente esistito, a livello storico. Nessuno può saperlo, possiamo avere solo indizi, come di ogni evento storico. Quello che può interessarmi sono le risposte che il Vangelo può dare al mio attribuire significati - convenzionali - alla vita/alla mia vita e al mondo. Il Vangelo è uno specchio di me stesso, mi resitituisce una forma più profonda che è stata ottusa dai calcoli di bottega della nostra sopravvivenza quotidiana. La stessa cosa che si fa appunto con un mandala, o con il Go-Honzon del buddhismo di Nichiren.

 

Anche da un punto di vista storico, il Vangelo è stato scritto in epoca tardoantica, in un contesto in cui di ogni narrazione si tendeva a fornire soprattutto un'interpretazione allegorica, legata a ciò che il testo riesce a dirti a livello più profondo, agli armonici più lontani che la parola scritta riesce a far vibrare dentro di te. Questo tipo di interpretazioni venivano date ad esempio dell'Odissea omerica, e l'Antico Testamento è pieno di narrazioni che - allegoricamente - ripercorrono il tema del viaggio che arriva in terra lontana per poi trasfigurare la vera quotidianità.

Non solo le "Religioni del libro", ma anche nel pensiero filosofico-religioso indiano e in quello cinese si trovano sorprendenti consonanze, proprio come se esistesse un'unica religione, una "filosofia perenne" per dirla con Leibniz e Huxley, al di là delle forme volta a volta diverse, e spesso sclerotizzate o addirittura ridicole.

L'esperienza mistica è raffigurata con tratti quasi identici nel buddhismo esoterico, nello Zen, nella Qabbalah, presso i Sufi, nel neoplatonismo, nei mistici cristiani del Medioevo e dell'età moderna. Analogamente, l'esperienza della vita monastica ha dei tratti primari che sono al di qua delle differenti forme, tanto che a mio avviso non è assurdo ritirarsi in un monastero indipendentemente da quale religione vi si professa.

Io posso svelare solo una scorza superficiale della fitta trama allegorica di alcuni scritti, ma i punti che vengono fuori sono abbastanza chiari. In primo luogo, arrivo all'idea che l'hic et nunc debba prevalere sempre sulle preoccupazioni per iol futuro o sulla ruminazione nostalgica del passato: portare lo sforzo dell'attenzione sul momento presente in tutto il suo spessore ha qualcosa di mistico. In secondo luogo, la frontiera fra io e non-io è di carattere pragmatico, e non ontologico: io faccio parte di qualcosa di cui non sono neanche propriamente una parte, ma un punto di vista. Ognuno di noi è estremamente prezioso in quanto è un punto di vista sull'intero universo, e come le sofferenze dell'universo si riverberano in te, così il tuo dolore e il tuo inquinamento mentale intossicano l'intero cosmo.

Un altro punto ha un carattere paradossale: la convivenza di trascendente ed immanente, ciò che chiaramente ripugna all'intelligenza logico-concettuale. Dio è l'intera natura, e allo stesso tempo è dentro di te; ma, contraddittoriamente, Dio, o meglio l'Essere/il Divino è qualcosa di ineffabile. Ma anche tu - nel tuo nucleo più intimo - sei ineffabile (cfr. S. Agostino).

Materia e energia sono distinte a livello convenzionale, per scopi pragmatici, utilitaristici: la materia può essere interpretata come energia distesa, l'energia come materia contratta. L'impenetrabilità dei corpi è un dogma logico, giacché in realtà l'estensione di ogni particella coincide con l'intero universo. Il vuoto e il pieno sono anch'essi convenzionali, dal momento che i corpi sono costituiti in gran parte di vuoto, ma è un "vuoto" pieno di interazioni molecolari: o meglio, si tratta di modelli inadeguati per questo livello di approfondimento.

L'estasi mistica, l'illuminazione, non conduce a uno stadio di torpore inebetito ma al contrario eroga un forte supplemento di ludicità, e conduce a un amore per l'azione che - veramente per la prima volta  dopo lo spodestamento di un io ipertrofico - considera l'altro un fine e non un mezzo. Quindi anche l'azione politica, la sessualità, e quanto di apparentemente più lontano dall'esperienza di comunione con Dio/con se stessi, né escono vivificati.

Nam-myoho-renge-kyo (mantra dal Sutra del Loto nella versione giapponese)

Noli foras ire, in te ipsus redi, in interiore homine habitat veritas, et si tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et te ipsum (Augustinus, Confessiones)




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25 dicembre 2011


Xmas variation

Alla fine l'unico percorso spirituale che abbia senso è quello che ti conduce a riuscire a fare veramente del bene alle persone a cui vuoi bene, compreso te stesso, ed è un percorso di crescita molto difficile, una salita che ti costringe a sfidare le tue nevrosi e gli specchi deformanti dei malintesi. E ricordati che non esiste vendetta migliore del perdono. E ricordati che non esiste vendetta migliore dell'amore.




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24 novembre 2011


Lu Monogatari

Un rivolo di olio bollente mi ha spezzato. In due, come attaccato al gancio da macellaio delle tue labbra sanguinanti; di rossetto. Il rantolo acido. Dei ricordi. Mi sveglia di notte, porto nell'esofago i segni dei tuoi rimorsi sul collo. Provo a dimenticare tuffandomi nella voluttà. Delle lacrime. Ma i ricordi dispeptici ritornano a gola seccandomi la lingua. Non è una ferita guarita, è una ferita; Cauterizzata. Sogno l'odore dei tuoi vestiti. Il presente ha gli occhi asciutti come certi meriggi d'agosto. Vorrei qualcuno che mi dicesse solo "è così".




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15 novembre 2011


Jacques Tati et la nouvelle vague

Il dolore è immenso, incomunicabile, solitario, come quel pianto di mamma quando eri piccolo, che era anche il tuo pianto, che tu non sapevi fermare, non potevi bloccare, mentre restavi solo nella tua stanzetta, inerme con i tuoi numeri di Topolino, inerme mentre  la morte si affacciava per la prima volta alla finestra. Sei sempre stato solo, e sempre lo sarai, tranne quando sei veramente solo insieme all'ineffabile silenzio del mare e delle montagne. I rapporti con l'altro sesso, da quando ti sei trasferito nel Nord più profondo, ti hanno dato solo dolore, rabbia, schifo, e gli amici - quelli di una volta, perché qui non esiste l'amicizia - se la sono squagliata appena hanno visto che la tua non era una posa post-adolescenziale. Tutti tranne uno, bisogna riconoscerlo. Non è rabberciando alla meglio questa situazione che puoi migliorare la tua vita, ma con un cambio radicale. Non si tratta ancora della libera morte, non ancora; ma di un ridimensionamento provvisorio dell'importanza dei rapporti umani. Goditi, appena ne hai tempo, i paesaggi e le temperature dell'inverno.




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4 novembre 2011


Biomeccanica dell'amore perduto

Nei giardini della solitudine vi sono sentieri di foglie morte, di sguardi che non sono diventati niente. Talvolta vi si trovano tasche svuotate di cartacce e ricordi inzuppati di pioggia. Nei giardini della solitudine vi sono radure di risentimento, attraversate da una luce arcana di nostalgia. Raramente fra i rami spezzati delle speranze vi si incrocia l'odore di turbodiesel dei grands boulevards di Parigi, e fiocchi di nevischio leggero ti accarezzano il viso come fa la tristezza. Nei giardini della solitudine stanno vecchi cartelli arrugginiti, vetture dismesse, binari morti come il nostro amore, un amore fatto di carne e di parole.

Un amore fatto di parole, di racconti interminabili in un mondo tutto nuovo, di colori che gli altri non possono vedere.

Un amore fatto carne, di lenzuola sporche di fango, di schiaffi, di sangue rappreso, di sudore e mestruo, un amore fatto di lingue che si cercano avidamente, di graffi e piscio, di doccia aperta nella notte, di finestre sull'inverno, un amore fatto di amore.

Non è vero che il passato passa. Il passato resta. Il passato diventa carne. Il passato è un pallino bianco in mezzo al cielo che ci ingoierà tutti.




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21 settembre 2011


Essere liberi

Credo che - almeno a livello di interiorità - essere liberi significhi continuare a credere in qualcosa anche quando tutto sembra dimostrarti il contrario.

La fede di Pascal era una fede libera.

Ecco, io mi sento libero in quei rari momenti in cui riesco a pensare ancora a quanto c'è di buono in questo Paese, in quest'Italia che domani tornerà a investire nella cosa pubblica, superando la schiavitù dei rating e dei banchieri di Zurigo, ridendo della retorica della scuola gelminiana e delle "liberalizzazioni". Penso a quando al posto di  Ferrara e di Oscar Giannino si sentiranno parlare Diamanti e Riccardo Bellofiore. A quando al posto di Mariastella Gelmini ci sarà una persona che si è fatta vent'anni di precariato ma ha ancora voglia di insegnare, di lavorare, sbagliare e imparare.

Sono libero, perché sono schiavo della mia umanità.




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14 settembre 2011


La fine dell'illusione

Ho sentito una voce al telefono che non era la tua. Ancora non so chi sia la persona che mi ha risposto, ma aveva una voce così sicura di sé, così priva di dissonanze e fragilità che sono sicuro non fossi tu. Questa voce diceva parole strane, diceva che per lei la faccenda era chiusa, che avrebbe cambiato numero di telefono, che...non lo so più che diceva. Tu non esisti più.

Ho sentito uno scroscio di olio bollente strapparmi il cuore. Ho sentito tutto l'universo in un grido sordo di dolore, come se perfino le galassie lontane fossero ammutolite dall'orrore. Soltanto dopo, dopo che il tempo aveva ricominciato a scorrere, per non somigliare troppo alla morte, ho sentito un'alluvione di ricordi inondarmi fino agli occhi e poi traboccare come una diga sventrata da troppi temporali, in un lago di lacrime che mi ha riempito di vuoto e di amore, di odio e di profondo radicamento nella vita.

I giorni vanno avanti. Perché sono più forte della tua morte. Più forte della morte.




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13 settembre 2011


L'interpretazione materialistica della meccanica quantistica. Fisica e filosofia in URSS

Après le silence, e-mo's come back, still looking for some decadence, some positivism...

Le termiche per la prossima settimana dovrebbero essere accettabili...

No future in Granda's dreaming...




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13 settembre 2010


titolo

In preda a disturbi gastroenterologici e febbricola, mi invischio nel presente, forse perché in tanti anni ho disimparato a guardare il futuro. E il passato/paradiso/perduto...




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1 luglio 2010


La natura

La natura è un concetto scivoloso, come la ciambella del cesso dopo una colite di luglio.  Così come viene inteso il termine da coloro che ancora ne fanno uso, si tratta di una specie di ipostatizzazione narcisistica della necessità, con la funzione infantile e consolatoria di rimarcare la nostra libertà rispetto ad essa. La natura non esiste, oppure equivale al concetto di "totalità" che - come quello di "nulla" - è vuota tautologia. L'ambiente è tutt'altra cosa, il rispetto per la biosfera, per l'idrosfera, per la struttura multiversica di ciò che illusoriamente chiamiamo universo, tutto questo ha poco a che fare col concetto di natura. Per quanto riguarda quest'ultimo, mi duole ammetterlo ma penso che avesse ragione il buon vecchio Giorgio Guglielmo Federico Hegel.




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19 agosto 2009


Lettera di Libero Tassella (ma queste cose in TV non si vedono)

 Il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica

Nella calura agostana e nell'assordante silenzio mediatico il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica.
Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all'esercito crescente dei senza lavoro italiani.

Le classi avranno meno docenti ma più alunni e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede infatti che le classi dall'anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all'asilo, 27 alle elementari e 30 in medie e superiori contro una media europea di 15-20 studenti.
Nonostante queste cifre il Ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità, infatti non viene spiegato che nella conta questi signori mettono anche gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, dato che il nostro è l'unico paese che ha fatto la scelta dell'integrazione dei diversamente abili nelle classi. Di fatto però le nostre sono le classi più affollate d'Europa).

La scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti, tutti i telegiornali riportano la decisa condanna della Chiesa della sentenza del Tar Lazio che preclude gli scrutini agli insegnanti di religione ed esclude l'ora di religione dalla valutazione globale degli studenti (dopo mesi di torpore la Santa Sede torna a condannare).

I mass media danno risalto alla notizia del ricorso del Ministero contro la sentenza del Tar Lazio sugli insegnanti di religione. Mentre migliaia di docenti precari stanno per essere cacciati dalla scuola la preoccupazione della Gelmini è quella di mettersi subito sull'attenti per la Santa Sede e ricorrere a favore dei colleghi di religione che non rischiano nulla.
La Gelmini ha affermato: "L'ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie A e di serie B".
E i 17.000 docenti precari che verranno cacciati via il mese prossimo cosa sarebbero? Docenti di serie C? Il Ministro lo sa che i precari di religione sono gli unici tra i docenti precari ad avere lo stipendio assicurato e gli scatti di anzianità?

Un licenziamento di massa nel settore più importante del Paese e nessuno alza la voce. Questo è davvero uno strano Paese.




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13 agosto 2009


Agosto 2

Caldo, caldo, caldo. Alessio Grossi dice che non ci sarà tregua. Forse fino alla fine del mese. Caldo. Caldo. Caldo. E mare sporco. Un sole di tenebra squarcia ogni velleità di fare. Perfino Faust qui si sarebbe seduto su dei gradini all'ombra. L'amaro far niente. E ancora non so neppure la data in cui la mia disoccupazione verrà protratta fino a data da destinarsi. Ma bisogna resistere. Con un orecchio.
Con un orecchio.




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4 agosto 2009


Agosto

In un attimo, la tristezza si impossessa di questo mare, in cui le onde muoiono sulla scogliera in un ultimo grido di leone ferito a morte. O forse l'attimo, l'istante, è proprio questa vertigine, questa tristezza che ti prende come un pezzo per violino solo suonato bene. L'odore del sale non è che un ricordo, il sapore dell'estate non è che un rimpianto di giorni lontani, che non torneranno mai più secondo è agosto. Il sole muore all'orizzonte senza avvertire, e tu non riesci a capire quale sia il tuo posto nel mondo, il susseguirsi di passioni e lacrime che chiamiamo vita quale scopo abbia. Tutto questo travaglio basta a malapena a stare a galla. Finché le onde si diradano, e i dubbi si fanno più ridicoli: essere, nulla, divenire. Mi faccio pena.




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9 luglio 2009


...

L'indolenza elettrolitica dell'estate si muove attraverso i canali consueti del malessere generale. Il mio corpo è avviluppato nel ventre di vapori gialli, come Alba all'alba. Mi muovo strisciando dalla tazza del caffè a quella del cesso senza che mai ci sia una vera e propria tregua.




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4 giugno 2009


Notte di luglio

Nella piana lontana è afa e calura, falene, zanzare e denso riposo, ma sulla montagna del poeta la brezza è gelida, polare. Fa freddo. Il silenzio è come vetro. L'aria entra con fatica nei polmoni, banchi di nebbia nascondono la vista dei piedi per poi fuggire subito lasciando un cielo stellato lasciato danzare dalla luna nuova. Di nuovo è nebbia, freddo, gelo dentro le ossa. Ma bisogna stare. Il poeta veglia nella lunga notte.




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3 giugno 2009


antares

E così il maestro, assetato di giovinezza, non riuscì a trattenersi e - forse quasi per vendetta di un passato sfiorito troppo presto - mostrò il sole ai suoi allievi. Ed essi rimasero ciechi. Per sempre. Egli era un angelo, ma loro avevano ali di cera, e non potevano volare così in alto. Forse non ancora. Nessuno più può saperlo. Non è un buon maestro quello che sbatte la verità in faccia ai suoi allievi. La verità suprema, cioè il fatto che il concetto stesso di verità sia la peggiore delle menzogne, è una bevanda che nel migliore dei casi può essere assaggiata a fior di labbra, e poi a piccoli sorsi. Alcuni allievi si traggono indietro disgustati solo dall'odore, altri sono presi da conati di vomito al suo sapore acre e muschiato. Questi riescono a salvarsi, e a ritornare nella loro vita di sempre, nella samsara, in matrix. Altri invece se ne ubriacano, perdono il baricentro per vedere il cielo, e si accorgono che non esistono un centro, né un alto, né un basso. Ed è la fine.




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26 maggio 2009


Estranged day by day

 E mi è sempre più triste constatare
come il sole tutti i giorni muore
senza fare nessun rumore.




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16 maggio 2009


L'arte

L'arte nei musei sta come le farfalle nelle teche di una collezione. L'arte. L'arte è di strada. Tutta l'arte è di strada. La strada è arte. L'arte è un circo di prestigiatori, funamboli e giocatori d'azzardo pronti a vendersi la madre per un numero ben riuscito. L'arte è urlo, grido animale, grido ferino di belva ferita. L'arte è un urlo di dolore dell'umanità offesa e umiliata. L'arte è una bella donna anarchica, cinefila, che ha i tacchi alti e le stelle come unico soffitto. L'arte è una scultura di Ife con cui l'uomo consacrava la sua simmetria rispetto alla natura, postulato per ammettere la propria libertà. L'arte è una valle occitana dove ancora si incontrano violinisti eretici e croccanti fiori di tarassaco che sbocciano sotto la neve. L'arte è una ragazzina al suo primo bacio, rugiada negli occhi a mandorla della civiltà. L'arte è una puttana, un cazzo duro come la vita, che scende silenziosa sui tetti di Marsiglia come il sole quando all'orizzonte muore. 




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